Acqua pubblica

Il 19 novembre 2009 la Camera dei Deputati ha approvato la conversione in Legge del decreto legislativo 135/09, che nei fatti impone ai Comuni l'affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica ai privati o a società a capitale misto, muovendo passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici – tra cui trasporti locali e rifiuti urbani.
La battaglia per l’acqua pubblica è ormai diventata il paradigma di un altro modello di società. È necessaria un’alleanza tra cittadini, associazioni e Amministrazioni Locali per dare una svolta radicale rispetto alle politiche neoliberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e hanno reso il mercato il centro della sua gestione, così come di altri beni comuni e servizi pubblici. I risultati di questa liberalizzazione hanno provocato degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia.
RISPONDIAMO ALLA CRISI chiedendo la ripubblicizzazione dei beni comuni, primo tra tutti l’acqua, esigendo la tutela della risorsa e della sua qualità, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso mediante strumenti di democrazia partecipativa.
Documentati su quello che ho fatto come Consigliere Provinciale a favore dell'ACQUA PUBBLICA












